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sabato 6 gennaio 2018

I Befanotti per il Calendario del Cibo Italiano













Con la diaccia tramontana
è arrivata la Befana
e gironzola in calzini
tra comignoli e camini
che l’aspettano impalati,
sorridenti e affumicati.
“Qui” un comignolo l’avverte
“c’è un piccin che si diverte
tutto il giorno: un fannullone!”            
“Ecco, cenere e carbone!”
“Qui c’è un bimbo giudizioso?
Ecco un dono generoso,
ma al fratello negligente
lascio subito un bel niente.
C’è una bimba vanerella?
Ecco qua la paperella,
ma il giocattolo più bello
lo regalo a un orfanello:
per un attimo il sorriso
tornerà sul mesto viso.

(E. Zedda)

La Befana, termine che deriva da epifania, manifestazione, è nell'immaginario collettivo la mite vecchina con gonnellone, grembiAle, scialle e fazzoletto in capo che vola sui tetti a cavallo di una scopa e porta doni ai bambini buoni e lascia carbone a quelli cattivi.
E' fata, è maga, è generosa, è severa, e ha origine nei tempi più lontani, quando la dodicesima notte dopo Natale si celebrava la morte e la successiva rinascita della natura con Madre Natura che, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l'anno, appare come una vecchia secca secca che vola in cielo su una scopa ed è pronta ad essere bruciata come un ramo per far si che dalle ceneri rinasca qualcosa di nuovo. Prima però passa a distribuire gli ultimi suoi doni dolci. 



Secondo il racconto popolare poi i Re Magi, diretti a Betlemme, chiesero indicazioni ad una vecchia per trovare la capanna di Gesù appena nato, e lei, dopo averli istruiti, si rifiutò di accompagnarli ad onorarlo. Pentitasi preparò un cesto di dolci da portare in dono e si mise invano a cercarli. Da allora girerebbe il mondo portando doni ai bambini per farsi perdonare. Queste pagane credenze, osteggiate dalla Chiesa, portarono alla personificazione della Befana nella vecchia che oggi conosciamo, che  non è vista come il simbolo di un periodo di tempo finito (sebbene il carbone ne sia ancora dolce testimonianza) ma come una buona nonna che premia i bambini buoni. Devo essere sincera, mi piacerebbe proprio tanto poter attendere ancora la notte che la mia calza venisse riempita di doni e dolci, mi piacerebbe poter ancora essere quella bambina che aspettava .... Invece posso solo accendere il forno e ... fare i BEFANOTTI!! 

   

Anche qui da noi si preparano questi biscotti dalle forme giocose per festeggiare la Befana, praticamente ogni casa ha la sua piccola variante di ricetta e io uso quella della mia amica Patrizia, che li prepara appositamente per questa occasione. E io li propongo per la giornata che il Calendario del Cibo Italiano dedica proprio all'Epifania in Cucina. 



INGREDIENTI:
400 grammi di farina
200 grammi di burro
100 grammi di zucchero
2 tuorli d'uovo
3 cucchiai di vinsanto (o rum)

Sabbiare la farina con il burro, aggiungere lo zucchero, poi i tuorli e il vinsanto. Non lavorare eccessivamente. Formare una palla da fare riposare in frigo per almeno 30 minuti. Stendere l'impasto allo spessore di circa mezzo centimetro e ritagliare con gli stampini i befanotti. Spennellare con albume quelli che vogliamo decorare con codette colorate o zuccherini, lasciare gli altri naturali. Dopo averli decorati adagiarli su una teglia ben imburrata oppure sul tappetino microforato appoggiato sulla teglia (non necessita di essere imburrato) e infornare a 150°C fino a leggera coloritura. Una volta raffreddati spolverizzare quelli naturali con zucchero a velo. 

                                                             






2 commenti:

  1. Befanotti? Il prossimo anno li preparerò anche io.

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    Risposte
    1. Si divertono anche i bambini a prepararli con la mamma

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Grazie di cuore per il tempo che avete dedicato al mio blog.